In  questa sezione del sito potrete trovare le domande che mi vengono poste più di frequente. Spero che queste risposte possano togliervi alcuni dubbi ed aiutarvi per le vostre necessità.
In caso di problemi o sintomi incerti consiglio comunque di valutare un parere medico per eliminare ogni dubbio.

PREPARAZIONE ECOGRAFIA ADDOME COMPLETO

Dieta:
E preferibile iniziare tre giorni prima dell'esame una dieta a base di patate lesse, carote lesse, zucchine lesse, pasta o riso in bianco, carne bianca o pesce bianco, frutta solo cotta; a colazione fette biscottate e the.

Il giorno dell'ecografia:
- Digiuno nelle sei ore precedenti l'esame
- Vescica piena (in estate bere circa un litro di acqua a partire da un'ora prima dell'esame; in inverno è sufficiente bere mezzo litro di acqua)

Per chi soffre di stitichezza è consigliabile un clistere evacuativo la sera prima dell'esame
Purtroppo come gia’ spiegato in altre sezioni i visceri cavi contenenti aria costituiscono un ostacolo all’esplorazione ecografica (ecco perche’ bisogna fare una dieta pre-esame priva di fibre); tuttavia le pareti del grosso intestino sono discretamente individuabili, per cui tumori esofitici di parete di dimensioni medie possono essere diagnosticati. Rimangono invece sostanzialmente inesplorabili i piccoli polipi parietali.
Vale lo stessa considerazione dei visceri cavi contenenti aria, che diventano un ostacolo alla penetrazione degli ultrasuoni ecografici; tuttavia grosse ernie iatali sono facilmente individuabili grazie alla risalita del fondo gastrico oltre lo iato diaframmatico, mentre il diametro antero posteriore del cardias aumentato oltre un valore soglia ci da indicazioni sulla presenza di una eventuale incontinenza valvolare.

No, per fortuna come gia’ spiegato nella sezione specifica del sito (Sintesi della Metodica) l’ecografia  e’ costituita  da onde acustiche di compressione e di rarefazione di aria e mezzi attraversati, quindi del tutto innocue sui tessuti biologici. Non si assumono radiazioni ionizzanti contrariamente agli esami radiografici tradizionali e ancora di piu’ con esami di tomografia assiale computerizzata (TC).

La premessa per affrontare questo argomento e’ che la diagnostica ecografica studia molto bene il seno giovanile denso ghiandolare, mentre perde di efficacia sul seno involuto fibroadipso. Ogni donna ha un proprio orologio biologico, per cui e’ difficile stabilire un’eta’ in cui inizia a essere necessaria l’esplorazione con mammografia. Spesso quindi sara’ il primo esame ecografico o viceversa la prima mammografia a stabilire il tipo di seno della paziente, e quindi questo primo esame aiutera’ a dettare un’ agenda personale di prevenzione in base alle caratteristiche del proprio seno.

In virtu’ della grande variabilita’ delle tipologie di seno esistenti, molte donne presentano un seno impropriamente definito ‘misto’, cioe’ in parte ancora giovanile denso ghiandolare e in parte fibroadiposo involuto; ecco che allora le due tecniche si vanno ad integrare permettendo una esplorazione completa del seno, ammesso che vengano eseguite a una breve distanza temporale l’una dall’altra (massimo 1 o 2 mesi) o meglio ancora simultaneamente.


Partendo da un esame ecografico o mammografico negativo al tempo 0, cioe’ subito dopo aver fatto l’esame, ci vogliono circa 12-18 mesi prima che un cluster di cellule tumorali gia’ presente al tempo 0 (ma non visibile se non sul preparato anatomo-patologico) diventi grande abbastanza per poter essere visto con una delle due tecniche. Quindi il timing corretto varia tra il controllo annuale e il controllo ogni 18 mesi (ricordando ancore una volta che spesso sono necessarie entrambe le tecniche per avere un adeguato imaging mammario).


No, al contrario le protesi mammarie superficializzano il tessuto mammario rendendolo maggiormente esplorabile e creano una importante cassa di risonanza acustica posteriore, migliorando di fatto la qualita’ e la precisione dell’ecografia. 


Per la calcolosi da ossalato di calcio è bene evitare: Latte e derivati, uova, cicoria, fagioli fagiolini, bietole, spinaci, pomodori, fichi secchi, noci, banane, prugne secche, susine, uva spina, cocomero, aringhe, pepe, cacao, cioccolato.

Non alcolici né vino e povera di grassi animali (uova, formaggi)

Bere 2 litri di acqua al giorno leggera (residuo fisso consigliato < 50 mg\dl)

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Mangiare alimenti con poca fibra, poveri di scorie ha lo scopo di proteggere l’ intestino e di evitare ulteriori danni ai diverticoli presenti.
Fare piccoli pasti ed evitare pasti abbondanti.
Bere almeno dieci bicchieri di acqua distribuiti durante la giornata per “ lavare” l’intestino e combattere la stipsi.
Scegliere pane bianco senza mollica o fette di pane tostato. Usare pasta di piccola pezzatura, riso, semolino, crema di riso.
Le verdure solo cotte o passate in purea : carote, patate, spinaci, finocchi, bietola. Evitare carciofi, cime di rapa, legumi secchi e freschi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, soia e suoi derivati).
Frutta solo cotta e passata, sempre frutta ben matura, privata della buccia e dei semi.
Evitare frutta secca (noci, nocciole, mandorle, castagne, datteri, fichi) e frutta essiccata ( prugne, albicocche, mele ….)
Vino, birra e alcolici vanno esclusi o decisamente ridotti.
Per le carni : manzo, vitello, agnello, pollame scelte nelle parti più tenere e meno fibrose.
Va bene prosciutto crudo e cotto sgrassato, la bresaola.
Si consiglia di scegliere formaggi non fermentati : crescenza, ricotta vaccina o di pecora, mozzarella, fontina, robiola.

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Cibi da evitare: cibi che possono irritare direttamente l’esofago e la mucosa gastrica:

Cibi piccanti: trai cibi ‘irritanti’, specie per l’esofago, ci sono il pepe e il chily..
Cibi grassi: sono spesso causa di reflusso ma anche di un peggioramento dei sintomi perché stimolano la produzione di una maggiore quantità di acido nel corso della digestione, soprattutto i cibi ricchi di grassi saturi, quindi latticini, burro, panna, formaggio fresco, insaccati, carne di maiale e i fritti. Evitare anche le preparazioni a base di carne che richiedono molte ore di cottura,  come stufati, spezzatini, brasati e ragù. I I grassi infatti possono provocare sia una diminuzione della pressione del cardias sia un rallentato svuotamento gastrico.
Cibi caldi e liquidi: possono peggiorare lesioni presenti nello stomaco o nell’intestino o intensificare i sintomi di reflusso acido.
Menta e cioccolato: contengono sostanze chimiche ‘nocive’ che possono stimolare il rilascio di acidi nello stomaco e far rilassare il cardias.
Caffeina e teina: caffè, thè, alcool, possono irritare direttamente lo stomaco.
Agrumi: Arance, pompelmi e limoni, succo d’arancia e di mirtillo, pomodoro e sugo e salsa, ma anche tutti gli alimenti a base acida.
 

Cibi da preferire: cibi protettivi della mucosa gastrica: 

Alcuni frutti: sono meglio, per l’ernia iatale, quelli esotici. Soprattutto ananas e papaya perché contengono rispettivamente bromelina e papaina, due enzimi digestivi che aiutano l’organismo a destrutturare alcune proteine ingerite.
Sale: soprattutto il sale iodato.
Pesce: è ricco di omega 3 che apporta particolari benefici all’apparato gastrico.
Cereali: Pasta, riso e pane agiscono contro l’eccessiva acidità gastrica in quanto assorbono succhi gastrici.
Frutta e verdura.  mele, banane e  patate  hanno azione lenitiva sulle pareti dello stomaco

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