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Sintesi della metodica

La diagnostica ecografica permette di studiare quasi tutti i componenti del nostro organismo, non trovando unicamente indicazione per lo studio dell’osso e dei visceri cavi.
Ricordo come a differenza di altre metodiche l’ecografia sia totalmente avulsa dal rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti o a mezzi di contrasto radiologici, derivando unicamente da un processo di compressione e rarefazione di onde acustiche generate dalla sonda ecografica che impattano il nostro organismo e poi vengono rielaborate nel momento della loro riflessione da potenti software che infine ci restituiscono un immagine bi-tridimensionale dei nostri organi e apparati, in una colorazione in scala di grigi. 
Altro enorme vantaggio dell’ecografia e’ che ci permette di avere un immagine in real-time del nostro organismo (molto affascinante e’ lo studio delle peristalsi intestinali) e con movimenti attivi o passivi permette di valutare anche la dinamicita’ di organi e segmenti muscolo-scheletrici.

Adesso faro’ un breve excursus su gli organi e apparati che possono essere visualizzati in ecografia, iniziando dagli organi addominali. Lo studio dell’addome viene eseguito con l’ausilio della sonda Convex a bassa frequenza. Solo nei soggetti particolarmente magri e ben preparati si puo’ tentare un approccio con la sonda Lineare ad alta frequenza, che aumenta notevolmente la precisione diagnostica.
Ricordo che la loggia surrenalica sinistra. la regione profonda della coda pancreatica e il tratto intermedio dell’uretere rimangono delle regioni di difficile accesso ecografico, anche in presenza di una buona preparazione intestinale del paziente. Altra difficolta’ esplorativa e’ costituita dal seno fibroadiposo, dove a causa del barrage dei lobuli adiposi involutivi si perde la definizione dei piani mammari profondi.

Fegato (segmentazione, vene sovraepatiche, rami biliari intraepatici)      


Colecisti e vie biliari esterne        


Pancreas (sezioni, dotto principale, dotti secondari, asse spleno portale)


Arterie renali e Aorta



Reni e ureteri (tratto prossimale distale intramurale)      


Milza    


Pareti coliche  

L’apparecchio in dotazione alla struttura e’ un Toshiba Aplio 300, dotato di un nuovo software che permette di studiare il microcircolo: il Superb Micro-Vascular Imaging (acronimo SMI).

Il principio utilizzato da questo innovativo modulo vascolare e’ basato su un algoritmo che separa i segnali arteriosi a lento flusso dagli artefatti dovuti alla motilita’ delle pareti vascolari e dei tessuti adiacenti, cercando quindi di preservare l’immagine del microcircolo. Il Doppler tradizionale applica dei filtri di parete per rimuovere tali  artefatti di movimento, riducendo pero’ la definizione del microcircolo stesso (sostanzialmente non riesce a distinguere gli artefatti rispetto ai circoli a lento flusso). 
Il modulo SMI riesce ad analizzare le caratteristiche di qualsiasi  tipo di artefatto da movimento estraendo alla fine solo le informazioni clinicamente rilevanti, e permettendo di  analizzare i flussi a bassa velocita’ utilizzando alti frame rates. 
Lo SMI e’ utilizzabile in due modalita’: il modulo  colore (cSMI) che mostra contemporaneamente le informazioni  in B-mode e in modalita’ colore;il modulo scala dei grigi (mSMI)  che focalizza solo la microvascolarizzazione tissutale,sottraendo le informazioni di fondo

Questa innovativa metodica di studio vascolare pur non sostituendosi a un contrasto iniettato nel sistema venoso e quindi non aggiungendo reali informazioni sulla vascolarizzazione intralesionale, in base alla mia esperienza lavorativa permette di individuare piccoli tumori renali, epatici e pancreatici grazie all’effetto massa che tali lesioni esercitano sul microcircolo periferico, permettendo di avere una sorta di negativo ecografico della massa neoplastica da analizzare anche se di piccole dimensioni, aumentando di fatto notevolmente la sensibilita’ diagnostica della metodica.


Esempio di piccolo tumore renale angiomiolipoma-like individuato grazie all’effetto massa esercitato sul microcircolo periferico.

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